ARCHITETTURA A CONFRONTO

Nei giorni 10 e 11 giugno 2011 lo Studio Campo Boario – Piramide Channel ospiterà un evento dedicato all’Architettura. L’iniziativa nasce dalla considerazione di come il sapere architettonico derivi dalla sintesi dell’incontro con altre discipline di natura tecnica, scientifica e umanistica.

Pertanto nelle due giornate si articoleranno numerosi interventi e proiezioni che si riferiscono all’architettura a partire da altri contesti.

Queste giornate sono un’ideale prosecuzione degli incontri promossi dallo Studio Campo Boario nell’ambito della scorsa Festa dell’Architettura 2010 (INDEX URBIS).

Seguendo la consueta formula che alterna materiali audiovisivi a interventi e dibattiti, saranno proiettati documentari che attingono da osservazioni di natura antropologica/sociale come “Appunti dal G.R.A.”, “Housing”, un episodio da “Five roman flats”, avvicinati a opere quali “Less than five minutes” e “Percorrendo il GRA in senso orario” che utilizzano il linguaggio espressivo dell’arte contemporanea. Altri focus riguarderanno le intersezioni che la filosofia, le arti visive e il ciclo della produzione alimentare sviluppano con il divenire del pensiero architettonico e della città costruita.

In considerazione della natura interdisciplinare dei temi trattati, “Architettura a confronto” è rivolto ad un pubblico interessato ad esplorare le articolazioni tra i saperi in favore di una visione con/fusa e multidirezionale.

Programma:

venerdì 10 giugno

ore 17.00

Architettura e Utopia:

Il Centro di Comunicazione Mondiale di C. H. Andersen – Maria Sole Cardulli

Architettura e Filosofia:

Casa Stonborough di Ludwig Wittgenstein – Claudio Locardi

Architettura e Arte contemporanea:

Il Maxxi di Zaha Hadid – David Sabatello

ore 21.00

Architettura e Antropologia:

Appunti dal G. R A. di Giorgio de Finis – Stalker

Percorrendo il G.R.A. in senso orario di Alessandro Camiz

sabato 11 giugno

ore 17.00

Architettura e Cinema:

Il punto di vista – Roberto Perpignani

Five roman flats – di Amedeo FagoCarlo Severati

Architettura e Alimentazione:

No market’s land: una storia in un buffet – Dafne Chanaz

Less than five minutes di Marina Paris e Alberto D’Amico – Claudio Pisano

ore 21.00

Architettura e Reportage

Housing di Federica Di Giacomo – Claudio Locardi

Sintesi degli interventi e delle proiezioni

Il Centro di Comunicazione Mondiale di C. H. Andersen –

Lo scultore di origine norvegese Hendrik Christian Andersen (1872-1940) impegnò tutta la sua carriera artistica nell’elaborazione del progetto del centro Mondiale di Comunicazione, una città internazionale nella quale dovevano concentrarsi tutte le più alte manifestazioni della civiltà umana.

Grazie ai materiali conservati nel museo Andersen di Roma, già suo atelier e abitazione, è oggi possibile ricostruire l’intensa attività dell’artista intorno al progetto, che non trovò mai attuazione concreta.

Casa Stonborough di Ludwig Wittgenstein –

Durante il 1926-1928 il filosofo Ludwig Wittgenstein assieme all’architetto Paul Engelmann, allievo di Adolf Loos, realizzò Villa Stonborough-Wittgenstein nel distretto viennese Landstraße, un edificio di grande radicalità e modernità architettonica nel quale è possibile rileggere le sue concezioni filosofiche.

Il Maxxi di Zaha Hadid –

Il progetto vincitore di Zaha Hadid consiste nella sovrapposizione di un sistema di flussi che conformano gli spazi del museo al vecchio tessuto urbano. Il sito è solcato da spazi espositivi che si sovrappongono e si attraversano vicendevolmente, generando una complessità geometrica per la quale gioca un ruolo rilevante la struttura del solaio di copertura, ideato come luogo di intercettazione della luce naturale.

Appunti dal G. R A

Il giro a piedi del Grande Raccordo Anulare di Roma proposto da Stalker nella primavera del 2009, alla ricerca del nuovo fronte della città. Una Roma inedita e inesplorata, oltre gli steccati, i fili spinati, le discariche, i centri commerciali e i nuovi cantieri della capitale.

Percorrendo il G.R.A. in senso orario-

In questo video il G.R.A. viene percorso in automobile nei due sensi di marcia, per riflettere visivamente sull’esperienza di un percorso circolare, sulla funzione di limite e contenimento. Un abbraccio che allude alla minaccia del soffocamento.

Il punto di vista –

Il punto di vista e l’esperienza spaziale sono elementi di immediata connotazione linguistica a partire dalla rappresentazione architettonica arrivando a quella cine-fotografica dall’ottocento in poi. Possiamo identificarle come operazioni di laicizzazione che attribuiscono allo spettatore il ruolo di interprete ed elaboratore.

Five roman flats – un primo campione

È un progetto che vuole raccontare un secolo di urbanistica romana attraverso le storie di cinque alloggi borghesi degli inizi del ‘900. La ricerca prevede, per oggi alloggio, una mostra, l’elaborazione di un testo teatrale e un documento filmato. Il video qui presentato, opera di Amedeo Fago, è il primo capitolo di questa indagine.

No market’s land: una storia in un buffet

Una riflessione sulla “nostalgia senza memoria” che divide le odierne metropoli dai loro territori. Tre città, Roma Parigi e Barcellona sono state lette attraverso i loro “metabolismi”, ovvero le loro catene alimentari. Un mercato generale che nutre 18 milioni di persone ogni giorno, un mercato contadino in un centro sociale, la questione dell’agricoltura urbana e periurbana. Scopriamo l’autoreferenzialità di questi insediamenti dove ormai si mangia petrolio ed esploriamo i germogli che si spingono tra le crepe per proporre nuove forme di radicamento.

Less than five minutes –

Il video rappresenta contesti pubblici svuotati dalla presenza umana, come se l’uomo si sottraesse allo spazio da lui stesso creato. Gli autori sviluppano un’interessante riflessione sul rapporto tra l’individuo e il suo ambiente, mettendo in luce quel senso di straniamento e alterazione percettiva scaturita dal fatto che l’abitante non è più il destinatario dell’architettura urbana, ma un semplice “attraversatore distratto”, necessariamente passivo.

Housing –

Ci sono persone che aspettano anni per avere una casa popolare e che, quando l’hanno avuta, ne diventano prigionieri perché lasciarla incustodita può significare perderla.

Ritratto sintomatico della vita nei quartieri di edilizia popolare nati negli anni ’70, e degli effetti prodotti dall’urbanistica della zonizzazione, che dividendo la città per aree omogenee determina

fenomeni sociali impenetrabili.

Ospiti

Alessandro Camiz – Architetto, nato a Roma, dottore di ricerca in Storia Città, è membro della Centro Internazionale di Studi per la Storia della Città. Collabora alla didattica (Prof. G. Strappa) e alla ricerca nel Laboratorio di Lettura e Progetto dell’Architettura (Dipartimento di Architettura e Progetto, Sapienza Università di Roma), sul tema del progetto in area archeologica, ha collaborato con la University of Miami, con la Catholic University of America in Washington DC, con la Penn State University e con la fondazione Restoring Ancient Stabiae.

Maria Sole Cardulli – Ha conseguito la Laurea Specialistica in Scienze Umanistiche, con indirizzo Storia dell’Arte, presso La Sapienza e la Specializzazione in Storia dell’Arte Medievale e Moderna, presso la stessa università, dove attualmente è dottoranda. Nell’ambito della ricerca universitaria si è occupata principalmente di storia dell’arte medievale. Si interessa particolarmente all’aspetto della divulgazione e della promozione del patrimonio culturale: dal 2003 insegna Storia dell’Arte presso l’Upter.

Dafne Chanaz è urbanista di formazione, giornalista, cuoca e autrice di un saggio sul cibo locale. Indaga da anni le tradizioni alimentari popolari, per rispondere al bisogno, specialmente urbano, di ritrovare la sensualità attraverso il riconoscimento creativo della generosità della terra. Ha fondato a Roma l’Associazione Casa del Cibo.(www.casadelcibo.it).

Alberto D’Amico – Vive e lavora a Roma, ha insegnato al CSC e all’Accademia di belle Arti di Sassari. È autore di numerosi cortometraggi d’animazione. Cura lo Studio Campo Boario e Piramide Channel

Giorgio de Finis – è antropologo, regista, giornalista, fotografo. È autore di libri e contributi scientifici. Ha fondato e diretto “Il Mondo 3. Rivista di teoria delle scienze umane e sociali”. Ha svolto ricerca e attività didattica presso atenei italiani e stranieri. Per la televisione (Rai e Sky) ha realizzato oltre trecentocinquanta tra documentari e servizi.

Federica Di Giacomo – è laureata in Antropologia a Firenze. Ha lavorato per alcuni anni nel teatro danza fondando il collettivo teatrale Tutti. Nel 2000 ha girato il documentario Los colores de la trance, Marrakesh distribuito da BTV. Dal 2001 realizza e produce documentari e video per Raisat Cinema ed altre televisioni. È autrice e regista di due cortometraggi Close Up (2001) e Suicidio perfetto (2003). È autrice, regista e produttrice de Il lato grottesco della vita (lungometraggio doc. 2006)

Amedeo Fago – Laureato in architettura presso l’Università di Roma.Come architetto e scenografo ha collaborato ad oltre 40 film. E’ ideatore e fondatore, a Roma, del centro culturale polivalente “IL POLITECNICO” che presiede e dirige fino al 1993. Nel 1976 esordisce nella regia teatrale con “La morte del dottor Faust” di Michel de Ghelderode. Nel 1978 inizia l’attività di drammaturgo con “Auto-ritratt-azione” e a breve distanza “Risotto”.

Tino Franco- Regista nato a Grosseto, autore del mediometraggio Space Off (Nastro d’Argento) e autore di serie TV, documentari, spot. Cura dal 2007 le serate di condivisione visiva ‘Piramide Channel’.

Claudio Locardi – Vive e lavora a Roma come architetto; ha pubblicato articoli sull’arte e sull’architettura.

Marina Paris – Artista nata a Sassoferrato.La ricerca di Marina Paris si genera dal contatto e dalla conseguente contaminazione con l’architettura, intesa non soltanto come misura, metrica e forma, ma come idea di spazio esistenziale, simbolico e psichico. È dal connubio arte-vita che nasce l’interesse dell’artista per l’architettura degli edifici ed in particolare quella dei luoghi pubblici, simbolo di memoria collettiva e di identità culturale.

Roberto Perpignani – Fra i più importanti montatori italiani del dopoguerra: esordisce nel 61 con Orson Welles; avvia con B. Bertolucci una collaborazione che produrrà diversi titoli a partire da Prima della rivoluzione proseguendo con Partner e Ultimo tango a Parigi; collabora con M. Bellocchio per La Cina è vicina e nel 1969 inizia un fecondo sodalizio con P. e V. Taviani. Insegna dal 1976 al CSC.

David Sabatello – Studia architettura con Bruno Zevi a Roma dove, nel 1988, fonda ABT. All’attività di architetto ha sempre affiancato l’insegnamento sia in Italia (Università di Roma) che negli Stati Uniti (North Dakota State University; Penn State University).

Carlo Severati – inizia nel ’66 la sua attività professionale e accademica come assistente di Bruno Zevi. Storico dell’architettura contemporanea, ha scritto numerosi libri ed articoli, sviluppando tramite incarichi nazionali e internazionali la attività di docente e critico. Nel 2008 ha fondato lo studio Embrice-Architettura che promuove mostre e formazione culturale.

Annunci

About this entry